Ciao Bob
Nel pomeriggio di lunedi 11 gennaio 2010 è venuto a mancare, al termine di una vita di appassionato lavoro e in seguito ad un grave incidente, Bob Noorda, una delle icone della grafica italiana e internazionale. Olandese di nascita (Amsterdam, 1927) ma italiano di adozione, a partire dagli anni sessanta è stato uno dei principali artefici del rinnovamento della grafica italiana. Dopo aver lavorato per Pirelli e La Rinascente, nel 1965 ha contribuito a fondare l’Unimark International con Massimo Vignelli. Ha realizzato alcuni dei marchi italiani più noti fra cui Coop, Arnoldo Mondadori Editore, Regione Lombardia. Ha curato l’immagine grafica di Agip, Banca Commerciale Italiana, Dreher, Chiari & Forti, Fusital, Max Meyer, Richard Ginori, Total, Ermenegildo Zegna e Mitsubishi. Ha lavorato per l’editoria collaborando con Vallecchi, Sansoni, Feltrinelli e Touring Club Italiano. Ha progettato la segnaletica delle metropolitane di Milano, New York e San Paolo del Brasile. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti fra cui quattro volte il Premio Compasso d’oro e una laurea ad honorem in Disegno Industriale da parte del Politecnico di Milano (2007). Nel 2007, in occasione degli 80 anni del maestro, l’AIAP gli ha conferito il titolo di Socio Onorario. Il Consiglio Direttivo AIAP e l’Associazione tutta porge le più sentite condoglianze alla moglie Ornella e alla famiglia.
Ricordando Enzo Biagi

Proposta (non realizzata) di manifesto per festival di giornalismo.
Il ritratto di Enzo Biagi è stato realizzato componendo frasi tratte da interviste ed aforismi.
Chiusura estiva
Lo studio rimarrà chiuso dal 10 al 21 agosto.
Vi lascio con un bel pensiero sulla creatività
…
Il processo creativo
In questo studio mostrerò che il piacere fornisce la motivazione e l’energia per un approccio creativo alla vita. Ogni atto creativo inizia con una piacevole eccitazione, attraversa una fase di travaglio interiore e culmina nella gioia dell’espressione. L’eccitazione iniziale è dovuta a un’ispirazione. Qualcosa entra nella persona e prende possesso del suo spirito: una nuova visione, una nuova idea, una sostanza eccitante, o uno spermatozoo che feconda un ovulo per dare luce ad una nuova vita. Ciò produce un concepimento, al quale il lavoro dell’idea o della visione dà poi lentamente forma e sostanza. Il completamento della creazione è caratterizzato dallo scaricarsi di ogni tensione, da un senso di profonda soddisfazione e della gioia della liberazione. Dall’inizio alla fine, il processo creativo è motivato dalla ricerca appassionata del piacere.
Il piacere, non solo fornisce la forza che dà motivazione al processo creativo, ma è anche il prodotto di tale processo. Un’espressione creativa è una nuova maniera di fare esperienza del mondo. Introduce una nuova eccitazione e offre un nuovo canale d’espressione. Crea letteralmente un nuovo piacere, un piacere che non esisteva prima, per tutti quelli che riescono a spartirsi la visione del nuovo concepimento.
Di solito pensiamo alla creatività come alla produzione di un’opera d’arte che nei suoi aspetti dinamici possa essere messa in parallelo con l’atto creativo che sta alla base della vita, il concepimento e la nascita di un bambino.
Quindi, siamo soliti affermare che la creatività implica la trasformazione di un concepimento in un oggetto, ma dovremmo anche riconoscere che non tutti gli atti creativi prendono forma in un oggetto.
Il menestrello o il cantante popolare di una volta creavano canzoni e poesie che esistevano solamente nell’immaginazione o nel ricordo. La stessa cosa si può dire dei danzatori, dei profeti e dei matematici, la cui creatività consiste in un nuovo movimento, una nuova introspezione, una nuova visione dei rapporti. Si può definire come atto creativo ogni forma espressiva che aggiunge ulteriore piacere a significato alla vita.
Nella vita non ci sono due esperienze uguali, come non esistono due piaceri identici. In un certo senso ogni piacere è un nuovo piacere. Quindi, ne consegue che qualsiasi azione o processo che incrementi il piacere o accresca il godimento della vita fa parte del processo creativo. Questo processo allarga la sfera dell’azione creativa fino a includere la miriade di espressioni degli organismi viventi che favoriscono la gioia e il piacere.
La parola giusta al momento giusto è un atto creativo. Ma anche cose semplici come un pasto ben cucinato, un nuovo arredamento per la casa o una bella serata in compagnia possono essere espressioni creative se aumentano il piacere di vivere. In senso lato, ogni atto di una persona può costituire un’opportunità per l’espressione creativa.
Il piacere e la creatività si trovano in rapporto dialettico. Senza piacere non ci può essere creatività. Senza un atteggiamento creativo nei confronti della vita non ci sarà alcun piacere. Questa dialettica nasce dal fatto che entrambi sono aspetti positivi della vita. Una persona “viva” è sensibile e creativa. Grazie alla sua sensibilità si trova in sintonia con il piacere e la sua pulsione creativa lo spinge a ricercare la realizzazione.
Il piacere di vivere stimola la creatività e l’espansività, e la creatività accresce la gioia e il piacere di vivere.
da “il piacere, un approccio creativo alla vita”
Alexander Lowen
ed. Astrolabio








